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05/09/2014 16.41.05 - Articolo letto 3992 volte

Matera: La “Santa Famiglia” e il parco che non c’è

Il progetto del Parco "Santa Famiglia" a Matera Il progetto del Parco "Santa Famiglia" a Matera
Il progetto del Parco "Santa Famiglia" a Matera Il progetto del Parco "Santa Famiglia" a Matera
Il progetto del Parco "Santa Famiglia" a Matera Il progetto del Parco "Santa Famiglia" a Matera
Il progetto del Parco "Santa Famiglia" a Matera Il progetto del Parco "Santa Famiglia" a Matera
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Breve storia a cura di Renato D'Onofrio sul parco negato in contrada Granulari
Matera  L’estate, si sa, è momento di riposo della mente e del corpo, ma è anche occasione per incontrare amici e parlare di questioni che spesso i ritmi di tutti i giorni pongono in secondo piano. Con alcuni  amici materani, mi è capitato di parlare del parco urbano che da anni i cittadini del quartiere Granulari chiedono nei pressi della “Santa Famiglia”. L’argomento mi ha ulteriormente incuriosito perché sembra che l’Amministrazione Materana abbia deciso di far costruire residenze laddove la gente sognava potesse esserci  un luogo relazionale e magari identitario, se ben progettato.
Essendo l’autore del complesso parrocchiale e vincitore di un concorso nazionale relativo proprio alla sistemazione delle aree intorno, cerco di capire la logica, se c’è, di quanto accaduto.
Ordinando sinteticamente i fatti, risulta che da anni un nutrito comitato di cittadini che appunto si chiama “Parco della Santa Famiglia”, chiede la realizzazione di un’area “verde” pubblica sia per favorire il gioco dei bambini, sia per stimolare l’incontro tra le persone poiché il giovane quartiere è completamente privo di luoghi relazionali.
Senza dettagliare la storia urbanistica di Matera, peraltro già riportata nei vari articoli apparsi in questi ultimi mesi, viene da chiedersi come mai non si riesce a soddisfare la lecita richiesta di “città” da parte di cittadini che, giustamente, non vogliono vivere in un “quartiere dormitorio”, privo persino di elementi simbolici ove si eccettui la citata chiesa? E’ noto che solo le aree pubbliche definite dai servizi alla gente denotano la città ed è altrettanto noto che qualunque parte urbana, anche se ben strutturata, va collegata alle restanti parti affinché, pur con le diverse caratteristiche interiori, costituisca un “tutto”. 
Come mai in tanti anni non si è riusciti a rivedere lo strumento urbanistico per soddisfare le esigenze degli abitanti, stabilendo evidentemente delle priorità e soprattutto salvaguardando il “bene comune”? Perché mai, attraverso la perequazione e la compensazione urbanistica non si è riusciti a trasferire (in tutto o in parte) i “diritti di volumetria edificabile” in altro luogo urbano egualmente interessante o magari più interessante di quello in questione, considerato che le residenze nei pressi di aree pubbliche (verdi o di altro tipo), valgono molto di più sul mercato immobiliare? In sostanza, come mai non si riescono ad interpretare le lecite richieste di coloro che vogliono aree verdi e di coloro che in maniera altrettanto lecita vorrebbero investire nelle residenze? E ancora: si è proprio sicuri che non si possano coniugare residenze e aree pubbliche ragionando sui tipi edilizi e sui criteri insediativi delle abitazioni e sulla tipologia dell’agognato “verde”?
Probabilmente, la politica avrebbe dovuto agire con più saggezza per rispondere ai cittadini, a tutti i cittadini, se è vero che il termine, derivando dall’aggettivo di polis (politikòs), significa tutto ciò che si riferisce alla città. La Politica, dunque, riguarda gli abitanti della città, la sfera  pubblica e quindi sociale e socievole; Aristotele la definiva “l’arte o la scienza della gestione della città”. Ma per poter rispondere, la Politica deve saper ascoltare con attenzione. Coloro che non ascoltano, non possono dare risposte esaustive o al massimo  rispondono ad alcuni dimenticando gli altri; temo che a Matera sia accaduto questo.  
 
Renato D’Onofrio



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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