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25/06/2013 10.54.39 - Articolo letto 3364 volte

Morto il senatore Emilio Colombo. Le reazioni del mondo lucano

Emilio Colombo con i contadini in una foto d´epoca Emilio Colombo con i contadini in una foto d´epoca
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De Filippo: "silenzio di fronte a incedere storia, ma piango il maestro"
Basilicata E' morto a Roma il senatore a vita Emilio Colombo,ex presidente del Parlamento Europeo, presidente del Consiglio e più volte ministro. Aveva 93 anni ed era l'ultimo costituente ancora in vita. Nato a Potenza l'11 aprile 1920, Emilio Colombo ha attraversato da protagonista tutta la storia politica italiana del Secondo Dopoguerra e ricoprendo incarichi di primissimo piano.
Pubblichiamo le reazioni del mondo politco e non sulla figura dell'uomo lucano.

Salvatore Adduce, scomparsa Colombo, a Matera bandiere a mezz’asta
 
“Nei due anni di lavoro al senato tra il 2006 e il 2008 ho avuto la fortuna di salutare spesso Emilio Colombo che seduto in prima fila, dove il posto viene riservato ai senatori a vita, sfogliava il fascicolo dell'ordine del giorno della seduta. E quando raramente prendeva la parola in un'aula divenuta in quei mesi un fortino da espugnare, visti i numeri di cui disponeva la debole maggioranza che sosteneva il governo, le sue parole, il tono fermo e risoluto senza mai perdere la proverbiale eleganza rendevano chiaro a tutti che parlava un uomo appartenuto ad un altro tempo e nella politica forse, ormai, ad un altro pianeta. E tuttavia ognuno era costretto a confrontarsi con l'attualità del suo pensiero. Tante cose ci hanno diviso, ma tante altre ci hanno accomunati”. Lo afferma il sindaco di Matera, Salvatore Adduce. E aggiunge: “Scompare il politico lucano più importante dal secondo dopoguerra ad oggi e tra gli uomini politici italiani con la più grande idea di Europa unita. Lascia in eredità una grande stagione riformista voluta con De Gasperi e che ha coinvolto direttamente la Basilicata soprattutto con la riforma agraria. Volle l'industrializzazione forzata  della Valle del Basento con l'epopea del metano di Enrico Mattei, fu notevole modernizzatore con il programma delle grandi opere infrastrutturali che hanno sottratto la Basilicata da un secolare isolamento. Con la legge del 1952 per lo svuotamento e del 1986 per il risanamento e recupero dei Sassi di Matera Colombo ha dato un contributo prezioso determinante  allo sviluppo della città patrimonio dell'Umanità. La città di Matera oggi è in lutto e partecipa a questo dolore con la bandiera a mezz’asta”.

COLOMBO: DC, SIMBOLO STORICO DI VALORI DEMOCRATICO-CRISTIANI NON NEGOZIABILI
“Insieme al costante ed affettuoso incoraggiamento a continuare a tenere vivi i valori della Democrazia Cristiana, del Presidente Emilio Colombo ricordiamo due momenti: il primo più recente, la seduta d insediamento del Senato nella XVII Legislatura quando ha  invitato i parlamentari a mettersi al servizio del Paese, appellandosi poi alla coesione sociale e all’unità nazionale; il secondo, il discorso-testamento sull'Europa unita che fece nel 2011 a Losanna, dopo aver ritirato la prestigiosa medaglia Monnet”. E’ quanto sostiene il segretario regionale della DC-Libertas della Basilicata, Giuseppe Potenza, aggiungendo che la federazione regionale della DC lucana sarà a lui intitolata, “come sono certo avverrà per le nuove sezioni comunali dello scudo crociato”.
“Emilio Colombo – evidenzia Giuseppe Potenza - non è stato un tecnico specialistico a senso unico e, quindi, unilaterale: lo abbiamo incontrato, in primo luogo, come esponente del movimento cattolico italiano, non solo partitico, ma di quello che si nutriva dell'insegnamento sociale della Chiesa cui fare riferimento per l'azione politica, in coerenza con valori non negoziabili. Poi lo abbiamo trovato come una delle guide della vita economica del Paese, come Ministro di vari Dicasteri economici o con un forte impatto economico e agli Esteri. Oggi dobbiamo riconoscere che si deve a persone come Colombo un agire per niente ripetitivo. La sua azione (come quella di quanti hanno dedicato la loro vita ad un'attività politica concepita come missione), anche se segnata dagli anni, porta un patrimonio di valori che viene dagli insegnamenti di Camaldoli, dalla teologia delle realtà terrene, di Maritain e di altri.
Credo – continua – che il suo migliore ricordo si possa rinnovare  attraverso le sue parole che ci ha affidato: “Oggi, se mi guardo indietro, sento l'orgoglio di essere stato parte, nelle mie proporzioni, di una pagina straordinaria della vita italiana e di averla vissuta in Italia, in Europa, nel mondo con il privilegio di rivestire responsabilità pubbliche, per le quali sono grato al mio Paese, alla gente lucana, alla Democrazia Cristiana, che mi hanno onorato di un mandato, che ho cercato di assolvere in tranquilla e consapevole coscienza”.
I democratico-cristiani della Basilicata sono impegnati, come è stato già annunciato, in un progetto difficile ed ambizioso: far tornare lo scudo crociato –Libertas sulle schede elettorali. Sono certo che il Presidente Colombo ne sarebbe fiero ed orgoglioso come noi tutti”.

Morte Colombo; De Filippo: silenzio di fronte a incedere storia, ma piango il maestro
 
Il commento del presidente della Regione Basilicata alla scomparsa del senatore a vita lucano
 
"Di fronte all'incedere della storia si può solo restare in un rispettoso silenzio. Ma con la scomparsa del presidente Colombo non scompare solo lo statista, ma anche il maestro di molti di noi, di un'intera classe dirigente. Per questo riesco ed esprimere in questo momento solo un grande dolore". Così il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo appena appreso della dipartita del senatore a vita lucano.

Morte Colombo, Giordano (Ugl):”perdita di un maestro”.
 
”La Basilicata perde un maestro, protagonista della democrazia italiana sin dalla nascita della Repubblica, ininterrottamente presente nelle istituzioni e nelle assemblee rappresentative, con lui se ne va un attore di primissimo piano di oltre sessant’anni di vita pubblica nazionale, uno dei grandi protagonisti della storia italiana dal dopoguerra a oggi. Lascia a noi lucani il ricordo indelebile della sua lunga esperienza di vita e l'opera da lui prestata”.
E’ il ricordo del segretario regionale dell’Ugl Basilicata metalmeccanici, Pino Giordano il quale ricorda la scomparsa di "un simbolo della nostra vita democratica", che "è stato capace di segnare tanti momenti fondamentali delle nostre istituzioni". Il Presidente Colombo – aggiunge il segretario Ugl - và soprattutto ricordato per i tanti posti di lavoro che ha creato per la Basilicata e di quanti giovani si rivolgevano a lui per un aiuto occupazionale. Ha consolidato il ruolo e la presenza internazionale del nostro Paese, concorrendo così in modo determinante a fare la storia dell`Italia repubblicana, una grave perdita per il nostro territorio”.

Le parole di Cosimo Latronico e Guido Viceconte

"Conclude la sua vita terrena il Presidente Emilio Colombo .
Egli lego' la sua battaglia politica ai grandi temi sociali che segnarono  la vita dell'Italia all'indomani  del secondo conflitto  mondiale, la riforma agraria, la legge sui sassi di Matera, la prima grande industrializzazione, la grande opera di infrastrutturazione  del Sud con l'ausilio della Cassa del Mezzogiorno".Lo hanno dichiarato i parlamentari lucani del Pdl,il sen. Guido Viceconte e l'on.Cosimo Latronico, nell'esprimere le più sincere e commosse condoglianze alla famiglia del Presidente Colombo. "E' stato l'emblema di una generazione di cattolici che nel dopo guerra segnarono l'impegno politico come frontiera di una testimonianza laica, ma fortemente ancorata all'insegnamento della dottrina sociale della Chiesa, legandosi a pastori dalla fede robusta: don d'Elia,  mons Delle Nocche, mons.Bertazzoni,don De Luca.
La sua generazione porta il merito  di avere ancorato l'Italia ad un sicuro assetto democratico e ad una sponda di libertà per niente scontata.
Da padre costituente  fu europeista convinto nel solco dei grandi europeisti come  De Gasperi, Schuman, Adenaur . Gli italiani ed i lucani gli sono grati e riconoscenti".

Chiurazzi: “cordoglio per la morte del padre costituente Sen. Emilio COLOMBO ”
"Ho avuto l' onore di esprimere in aula, al Senato, in occasione dei 90 anni del Senatore a vita Colombo, i miei sentimenti di stima per lo statista e il costituente, il Presidente del Parlamento Europeo e il più volte Ministro;  e ho avuto la gioia di esprimere la mia gratitudine infinita  verso il leader democristiano e verso l' uomo.
Vorrei consegnare, in questo triste giorno, pochi pensieri alla famiglia, a cui porgo le mie più sentite condoglianze. Pensieri accompagnati da grande commozione nel riportare la grande esperienze umana e morale e politica che Colombo fece vivere a noi giovanissimi cattolici, guidandoci personalmente nella formazione costituzionale, etica e politica ed accompagnandoci nell' intenso e responsabile percorso di impegno politico che avrebbe portato il nostro Paese alla guida dei cattolici nella ferma convinzione del vitale intervento dei democristiani nei gangli istituzionali e politici del tempo.
Un uomo del Mezzogiorno, ma anche dell' Europa; un uomo del passato e del presente, ma anche del futuro per la sua ampia visione nelle scelte; ma soprattutto un uomo dei valori umani, sociali, civili che non avrebbe dovuto mai lasciarci"

Colombo: Antezza, ci lascia un’eredità altissima
Maria Antezza, deputata del Partito democratico, si dice “commossa e addolorata per la scomparsa di un grande protagonista
della Repubblica che ha saputo interpretare la politica come arte nobile di accompagnare le speranze e i bisogni delle nostre
terre. Dalla riforma agraria alla lezione europea Colombo è stato un punto di riferimento per tutto il paese e ci lascia una
eredità altissima che anche i giovani devono sapere raccogliere”.

Agorà esprime il suo cordoglio per la morte del padre costituente Sen. Emilio COLOMBO 
 “Io ho avuto la fortuna di vivere i tempi che hanno preceduto la Costituzione e  i tempi che hanno visto nascere e poi, partendo da posizioni diverse, costruirsi il testo della Costituzione.” Con queste parole il Presidente Emilio Colombo, il 28 dicembre 2010, iniziò la “lezione storica”  sulla stesura dei principi fondamentali della Costituzione organizzata per i giovani di Agorà Basilicata.
Ci lasciò una lezione ed una testimonianza straordinaria che è viva ancora oggi nella nostra memoria. Perciò in questo momento di commozione proviamo per lui un sentimento pieno di gratitudine. Lo ricorderemo quest’estate nell’evento dedicato al suo ultimo libro-intervista, che avevamo deciso di organizzare con la sua presenza.

Camera di Commercio: Emilio Colombo  protagonista di una grande stagione politica
 
“Con la scomparsa del Presidente Emilio Colombo, la Basilicata, l’ Italia e l’Europa hanno perso  uno dei massimi interpreti della volontà di fare  politica con impegno e dedizione , che tanto  ha attinto dalla tradizione cattolica e dai valori di democrazia e di libertà. E’ il ricordo del presidente della Camera di commercio, Angelo Tortorelli, alla scomparsa dell’ ultimo dei “Padri’’ della Costituzione , che ricoprì numerosi e prestigiosi incarichi istituzionali e seppe essere per la sua “pacatezza’’, nella capacità di analisi , un punto di riferimento nei momenti difficili .
“ Il presidente Emilio Colombo –ha detto Tortorelli-  è stato per quanti hanno potuto apprezzarne le qualità umane, la preparazione e la coerenza politica un modello di servizio per il Paese, per la Basilicata. Un “uomo del Mezzogiorno’’ che si è impegnato per far emergere e valorizzare le risorse, con umiltà e lungimiranza. Un metodo che auspico possa essere raccolto e trasferito in una nuova etica e stagione della politica per rinnovarla e metterla al servizio della gente, come il Presidente, ebbe modo di ribadire  in dibattiti e interventi con acute valutazioni e preziosi consigli’’.

Morte Colombo, il cordoglio di Prima Persona Basilicata
“Ci ha lasciato un padre costituente, uno grande statista, un protagonista assoluto della vita politica repubblicana degli ultimi cinquanta anni. La notizia della morte del senatore a vita, Emilio Colombo, ci addolora. Ha fatto del meridionalismo e dell’europeismo i capisaldi della sua attività di governo e nel suo spirito di servizio ritroviamo gli esempi per la politica del futuro. Ha mostrato fino all’ultimo l’attaccamento e il rispetto ai valori costituzionali, la sua storia, le sue qualità politiche ed umane, il legame mai spezzato con la sua terra hanno inorgoglito il popolo lucano  - vecchie e nuove generazioni - che lo ha sempre considerato punto di riferimento assoluto”. E’ quanto ha detto Mario Polese, coordinatore regionale dell’associazione politica “Prima Persona Basilicata” ricordando il senatore a vita scomparso. 

Scomparsa Colombo, il ricordo di Santochirico
Il presidente del Consiglio regionale parteciperà domani a Roma ai funerali del senatore a vita
 
Il presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Santochirico, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione:
 
“Quelli della mia generazione sono cresciuti con l’insegnamento, ricevuto dai padri e dai nonni, di parti politiche fortemente contrapposte, avverse. Per chi, come me, si è formato nel Partito comunista, questa contrapposizione si impersonava in Emilio Colombo, il leader della Democrazia cristiana che raccoglieva il consenso popolare e che interloquiva con i grandi della Terra. Uso le parole di Colombo: ‘Ma quello era un confronto tra culture e visioni politiche diverse, non uno scontro tra persone, che si svolge come nel vuoto; una dialettica tra idee, e non voglio certo dire tra ideali diversi, perché saliremmo su un altro piano, che oggi mi sembra sconosciuto’. E infatti lui, padre costituente, sedeva accanto a Benedetto Croce, Alcide De Gaspari, Palmiro Togliatti, Pietro Nenni, Umberto Terracini, Giuseppe Dossetti, Nilde Iotti, per citarne alcuni, tutti con idee, ideali, differenti. In quell’aula che aveva assistito al declino della democrazia, si sposavano insieme un passato tragico, il presente ed anche le speranze per il futuro. In un’Italia sconfitta non soltanto militarmente, ma con la distruzione fisica delle sue città, delle sue strade, delle sue infrastrutture, e assai provata moralmente.
 
Non voglio fare una elencazione delle grandi sfide attraversate da colui che è stato, per più di mezzo secolo, protagonista della storia italiana ed europea, accompagnando la ricostruzione e lo sviluppo del Paese e partecipando agli snodi decisivi del processo di integrazione europea. Valgano, piuttosto, gli insegnamenti, maturati nonostante il difficile clima di contrapposizione.
Il “democristiano con il colbacco”, era chiamato: quello che gli regalò Andrej Gromiko, il ministro degli esteri dell’Unione sovietica, noto come “mister nyet”, che tuttavia si fece convincere a partecipare alla Conferenza di Madrid sulla Cooperazione in Europa. E Colombo fu tra coloro che convinsero Togliatti ad abbandonare la concezione centralista dello Stato, per una più regionalista nell'ottica di realizzare un'architettura con una ricca articolazione democratica all'interno dell'unità statuale. Celebre il suo contraddittorio con Francesco Saverio Nitti, per sostenere il ruolo delle Regioni, ma anche i Comuni, non come un elemento di indebolimento, bensì di rafforzamento dello Stato. Egli voleva cioè fare partecipe della organizzazione e della vitalità dello Stato le espressioni locali ed in modo particolare, oltre ai Comuni che erano una realtà già affermata, le Regioni come espressione di zone più ampie organizzate. Ed è stato proprio Emilio Colombo, il 22 maggio 1971, in qualità di presidente del Consiglio dei Ministri, a firmare lo Statuto della Regione Basilicata.
 
Quando fu chiamato per la prima volta a fare il ministro del Tesoro, vi era un'inflazione a due cifre, cioè la più alta inflazione dopo quella del dopoguerra che era stata bloccata da Einaudi e De Gasperi. L’Italia era in una situazione economica non meno grave di quella attuale.  La ricetta – anche in quel caso concordata con i partner europei, ma su presupposti diversi e da posizioni differenti – fu quella di abbattere quel tasso di inflazione così alto senza abbattere la crescita del reddito.
 
“Il malessere sociale si combatte con il riformismo. Se c’è un messaggio che vorrei affidare a chi è più giovane di me – ha detto - è di credere nella democrazia senza imboccare scorciatoie, di difenderla dalle tossine del populismo che diviene una inclinazione diffusa e una illusione se persuade che la democrazia non implichi fatica, sacrifici e coerenza”. Ha difeso i partiti – “luogo in cui si formano le classi dirigenti” – dal personalismo e dalle tendenze plebiscitarie. Di fronte ai suoi errori, ha saputo chiedere scusa alla nazione intera, caricandosi della responsabilità e non consumando ipocrisie.
 
I problemi di oggi hanno già attraversato la storia del nostro Paese: la crisi economica, il malessere sociale, le difficoltà dei partiti e la credibilità della classe politica. Il presidente Colombo avrebbe detto: ‘Ce la facciamo? Ma ce la dobbiamo fare’!”.

Comune di Pisticci: In ricordo del Senatore Emilio Colombo
 
"Con il senatore Emilio Colombo se ne va la maggiore figura della politica lucana nella storia repubblicana. Nella sua carriera politica ha ricoperto ruoli di primo piano fino alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Parlamento Europeo; Aveva 93 anni ed era l’ultimo costituente ancora in vita.
L’amministrazione Comunale ricorda con commozione uno dei maggiori protagonisti degli ultimi sessant’anni, un innovatore, un convinto meridionalista che ha legato il suo nome ad una stagione di riforme e interventi capaci di caratterizzare la storia recente della Nazione, della nostra regione e del Comune di Pisticci.
Allo statista, ricordiamo, è legata la stagione dell’industria della Val Basento, dei massimi livelli occupazionali della zona e una delle più grandi opere realizzate in Basilicata nel dopoguerra: la Basentana.
Di Emilio Colombo ci piace ricordare l’impegno costante in difesa della democrazia, la sua passione politica mai venuta meno, il suo orgoglio di meridionale e di lucano oltre all’eleganza, gentilezza, e disponibilità che sempre l’hanno contraddistinto.
Emilio Colombo si colloca tra i grandi della politica dai quali le giovani generazioni devono trarre ispirazione per un rinnovato e necessario impegno politico."

Il cordoglio del rettore dell'Università di Basilicata
"La scomparsa del Senatore a vita Emilio Colombo priva il Paese e l’Europa di un altissimo riferimento politico.
Come Rettore dell’Università degli Studi della Basilicata porto fermo il ricordo, così come ho sempre fatto di un osservatore attento e critico, costantemente presente nell’accompagnare una istituzione da Lui fortemente voluta verso traguardi ambiziosi e sempre più idonei ad assecondare il costante sviluppo dei territori di più stretto riferimento.
Mauro Fiorentino - Rettore"

COLOMBO: ASSESSORE BENEDETTO, “LA LEZIONE PER IL MONDO AGRICOLO: IL MALESSERE SOCIALE SI COMBATTE CON IL RIFORMISMO”
 
“Il mondo agricolo lucano, ed in generale del nostro Paese, avrà sempre riconoscenza per l’impegno del Presidente Emilio Colombo, uno dei maggiori artefici della Riforma Agraria e più volte ministro all’Agricoltura”. E’ quanto sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura Nicola Benedetto, evidenziando “la lezione politica di Colombo ai tempi delle rivolte contadine: il malessere sociale si combatte con il riformismo”.
“Inoltre da profondo europeista – aggiunge – ha sempre svolto un’attività di tutela dell’agricoltura meridionale specie durante la prima fase di vita dell’Unione Europea quando gli attacchi lobbistici di alcuni Paesi concorrenti contro le nostre produzioni di qualità erano più forti”.



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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