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25/06/2013 10.45.13 - Articolo letto 2555 volte

Giornata Mondiale Lotta alla Droga: incontro alla Casa dei Giovani

Giornata Mondiale Lotta alla Droga: incontro alla Casa dei Giovani - 26 giugno 2013 Giornata Mondiale Lotta alla Droga: incontro alla Casa dei Giovani - 26 giugno 2013
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In serata verrà proiettato "VOLEVAMO FARE UN FILM" di Geo Coretti
Matera Mercoledì 26 Giugno ricorre la Giornata Mondiale Lotta alla Droga.
Presso la Masseria Le Rondinelle a Matera, sede della Comunità Terapeutica "Casa dei Giovani", alle ore 9,30, si terrà con il patrocinio del Comune di Matera e della Amministrazione Provinciale un Seminario di studio dal titolo  "Giovani oggi: dalla informazione alla prevenzione, nuove ipotesi oggi".
 Interverranno, dopo i saluti delle autorità civili, religiose e istituzionali, il fondatore della Comunità terapeutica Don Salvatore Lo Bue, il direttore del Sert di Matera e la rappresentanza dell' INNER WHEEL, club service promotore di un laboratorio di cinematografia, che ha portato alla realizzazione di un mediometraggio interamente girato all'interno della Comunità con la
regia e sceneggiatura del regista materano Geo Coretti.
Il mediometraggio dal titolo "VOLEVAMO FARE UN FILM" verrà proiettato alle ore 18,30 presso il Cinema Comunale.

VOLEVAMO FARE UN FILM. Commento del regista  Geo CORETTI
 
"Il progetto per la realizzazione del film è nato a dicembre 2012 quando, in occasione di un incontro con l’Inner Wheel Club di Matera, mi è stato  proposto di tenere un laboratorio di Cinema presso la “Casa dei giovani”, che avesse dei precisi obiettivi: conoscenza del cinema inteso come opportunità di lavoro, attività di gruppo per finalità terapeutiche.
Ho osservato la vita della comunità come se fossi al cinema, guardando e testimoniando ogni momento. Ero affascinato dall’idea che nelle storie del cinema, gli attori giochino un ruolo in cui nulla è reale, dando vita a una verità immaginaria, ma tuttavia ero consapevole che ciò che avrei girato avrebbe riflettuto il paradosso che ogni azione, ogni battuta, sguardo o pensiero potesse essere vero. Come se avessi mescolato dei colori e senza accademia, dipinto una tela. Il mio film non ha una sceneggiatura dunque, ma solo un’idea di partenza, raccontare con il linguaggio del cinema uno scorcio di realtà. Con una troupe ridottissima ed una telecamera, in circa settanta ore diluite in dodici incontri, ho girato materiale filmico che mi sorprendeva ogni volta che lo riguardavo. “Volevamo fare un film”  titolo, principio e linea guida ha segnato l’itinerario da seguire intrattenendo una corrispondenza di “amorosi sensi” con il mondo, quando il cinema riflette se stesso nella vita reale.
 Se William Shakespeare in Amleto metteva in scena il teatro nel teatro, nel Rinascimento un pittore resisteva difficilmente alle lusinghe dell’autoritratto, un metafilm, cioè un film sul cinema, scopre prospettive diverse rivelando allo spettatore significazioni più profonde. Il modo più immediato si ottiene inserendo brani di altre pellicole  oppure mostrando la troupe al lavoro. Il nostro film invece fa uso di citazioni, sguardi in macchina, uso del flashback, voce in e out, modi, insomma, con cui il film interrompe il caso logico della narrazione e si rivolge direttamente allo spettatore.
“Volevamo fare un film” è una storia in divenire con una sceneggiatura composta sul campo. L’arrivo di Luigi presso la comunità di recupero “Casa dei giovani”, coincide con l’inizio di una nuova attività terapeutica: il laboratorio di cinema. Luigi, non potendo comunicare con la sua fidanzata,  scrive una lettera confidandole di non aver voglia di partecipare al laboratorio e quindi ad un eventuale film perché ha ben altro da fare. L’arrivo del regista sconvolgerà inaspettatamente il regolare ritmo della comunità e in parte la sua vita.
Credo che il cinema somigli molto alla vita e può essere religioso o irreligioso, come lo è la vita. Quello che lo differenzia è che per sua natura il cinema tende a portare i gesti della vita all’estremo:  camminare, correre, saltare, trastullarsi, combattere, amare, sorridere, andare in bici, compiere un gesto bizzarro … il cinema conduce tutto ciò al confine estremo tra sogno e verità tanto che un uomo è costretto a domandarsi: ce la potrò fare?"



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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