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08/02/2013 17.43.24 - Articolo letto 2801 volte

Notargiacomo: "In questa campagna elettorale chi parla delle casalinghe?"

Mamma con bambino al lavoro Mamma con bambino al lavoro
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Nota della responsabile Consulta Donne DC-Libertas Basilicata
Matera Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata da Maria Notargiacomo, responsabile Consulta Donne DC-Libertas Basilicata sulla condizione delle casalinghe in Italia:


"Gentile direttore,
c’è qualcuno che in questa campagna elettorale intende parlare della condizione della casalinga? Una condizione che sta diventando sempre più una scelta per necessità. La crisi cambia il volto delle donne che lavorano unicamente per la famiglia. Se, infatti, fino a pochi anni fa, la casalinga era soprattutto la donna che sceglieva di dedicarsi a figli e marito, dallo scoppio della crisi molte donne si ritrovano ad essere casalinghe per forza. Purtroppo sono sempre più numerose le giovani under 35 anni che hanno sulla carta di identità il “titolo” di casalinga e poche speranze di conoscere l’opportunità di un
lavoro anche precario o part-time. 
La crisi, poi, sta mettendo a dura prova le doti delle casalinghe. Oggi, infatti, per essere un buon angelo del focolare non ‘basta’ più saper preparare buoni piatti tradizionali o stirare le camicie a puntino. Le casalinghe ai tempi della crisi devono essere brave soprattutto in matematica e sapere far quadrare il bilancio. Ci troviamo ad affrontare, in questi anni, una sfida particolarmente impegnativa, ovvero tenere i conti familiari in ordine, pur avendo entrate minori e senza far mancare nulla alla famiglia. Come si fa? Si risparmia. Vedo tante donne, che prestano la massima attenzione al centesimo. Niente più cibi pronti, le casalinghe tendono a ridurre le spese per il superfluo e a riscoprire l’arte del riciclo e del recupero. Una missione che diventa difficile soprattutto per le più giovani, abituate al benessere.
E c’è qualcuno che si interroga sul crollo del numero delle casalinghe assicurate all'Inail? A fine 2012 le persone tra i 18 e i 65 anni impegnate in casa a tempo pieno iscritte all'Inail erano 1.595.000, in calo di oltre 400mila unità rispetto alla fine del 2009. La flessione del 20% è anch’essa effetto della crisi che, a causa delle incertezze sul reddito familiare e dell'aumento della pressione fiscale, ha portato nel mercato del lavoro molte donne che fino ad allora erano rimaste in casa.
Lo scorso 31 gennaio è scaduto il termine di pagamento per rinnovare o stipulare per la prima volta l'assicurazione per le casalinghe dell'Inail. Ma poche donne ne hanno avuto notizia e poche sanno che non tutti gli appartenenti alla categoria interessata dalla polizza sono tenuti al pagamento: l'assicurazione infatti è a carico dello Stato se l'assicurato per il 2012 ha un reddito sotto i 4.648,11 euro e se appartiene ad un nucleo familiare con un reddito totale sotto i 9.296,22 Euro.
Se, dunque, tra le file delle casalinghe ci sono sempre più giovani donne, che faticano a far quadrare i conti, oltre alle storiche battaglie per la pensione e l’assicurazione contro gli infortuni per chi lavora in casa,  si apre una nuova sfida: l’istituzione di un Fondo di solidarietà.
Per questo, dopo la sottoscrizione del patto di consultazione avvenuta a Pomarico nei giorni scorsi tra il nostro segretario Giuseppe Potenza e Nicola Benedetto del Centro Democratico come Consulta delle donne Dc abbiamo chiesto di aggiungere una “postilla” di impegno su questi temi. Un impegno al quale Nicola Benedetto non si è sottratto, collegandolo alla sua proposta di introduzione del reddito di cittadinanza o reddito minimo sociale  per dare un sostegno alle famiglie più in difficoltà, soprattutto quelle monoreddito o addirittura senza reddito, che non riescono neanche a pagare le bollette. Un contributo che, c’è da scommetterci, le casalinghe, con la loro capacità, sapranno utilizzare al meglio per le loro famiglie."



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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