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14/02/2013 19.29.56 - Articolo letto 2940 volte

Rete delle associazioni su ordinanza di rimozione amianto

Amianto Amianto
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Dovrebbe essere a carico dei cittadini su abitazioni vicino al IV circolo di Via Bramante
Matera A distanza di un anno e mezzo dalla precedente, una nuova ordinanza sindacale è stata fatta pervenire nei giorni scorsi all’Ater e ai numerosi proprietari di immobili di civile abitazione costruiti negli anni ’50 con intervento di edilizia popolare e dislocati nelle vicinanze della scuola materna di via Bramante  di Matera.
Con tale ordinanza si ingiunge, anche questa volta, entro 90 giorni dalla data di notifica (25/1/2013), la rimozione dai tetti degli ondulati in eternit, che, dato il loro cattivo stato di conservazione, rappresentano un grave pericolo per la salute pubblica.
Già in data 15 luglio 2011 alcune delle Associazioni, ora costituitesi con altre in “Rete per la solidarietà e l’inclusione sociale” espressero le loro riserve in merito alle disposizioni impartite dall’ordinanza del Sindaco di Matera del 17 giugno 2011.
Quelle riserve si ripropongono puntualmente in presenza della rinnovata ordinanza, dal momento che a nessuna delle questioni allora sollevate è stata data una risposta, e ci si ritrova allo stesso punto di partenza.
Le riserve delle Associazioni erano state allora motivate oltre che per la ristrettezza dei tempi imposti per l’esecutività del provvedimento (90 giorni), anche e soprattutto per l’intento di caricare esclusivamente gli oneri di una complessa e costosa operazione di rimozione e trattamento del materiale di amianto sulle famiglie, molte delle quali peraltro alle prese con difficoltà economiche.
Le medesime Associazioni ritenevano peraltro che diversa considerazione andrebbe fatta per gli edifici di proprietà dell’Ater, la quale avrebbe dovuto da tempo assumere i provvedimenti di bonifica per riqualificare gli edifici di proprietà pubblica a tutela dell’incolumità dei residenti.
A tal proposito le stesse Associazioni avevano contattato l’Amministratore Unico dell’Ater dott. Innocenzo Loguercio, che si era premurato di ribadire loro la sua massima disponibilità a farsi carico, sia pure in parte, degli oneri della rimozione dell’amianto, data la limitatezza delle disponibilità finanziarie, invocando un intervento più consistente da parte della Regione per una estesa e risolutiva azione di bonifica del pericoloso materiale, che rappresenta una persistente minaccia per la salute pubblica.
Le Associazioni della Rete (Diritti di Cittadinanza, Sunia, Federconsumatori, Appc, Apu, Assocasa e Sfida) ribadiscono il loro convincimento che solo la Regione dispone degli strumenti legislativi e finanziari per affrontare definitivamente il problema amianto, e chiedono ancora una volta che, oltre all’emanazione di un provvedimento di sostegno economico per gli oneri necessari a carico delle famiglie investite dall’ordinanza sindacale, la stessa Regione provveda all’approvazione di un piano organico per la bonifica dell’amianto in conformità a quanto previsto dall’art. 10  L. 257/92, pure richiamato in premessa dall’ordinanza sindacale di Adduce.
Le Associazioni della Rete evidenziano, ancora  una volta, che è necessario effettuare un censimento capillare per ogni centro abitato e rurale al fine di rendere possibile alla Regione Basilicata una mappatura completa che permetta di monitorare, programmare e sviluppare un  piano di bonifica e smaltimento organico dell'amianto così come previsto dalle leggi vigenti.
Censire in ogni dove la presenza dell'amianto e abbattere i costi di smaltimento a carico dei cittadini servirebbe in particolar modo a evitare che persone irresponsabili abbandonino materiale di amianto in discariche abusive con grave danno alla salute pubblica e alla tutela ambientale.
Le Associazioni della Rete ricordano, infine, che a più riprese hanno sollecitato l’Amministrazione Provinciale a predisporre un organico piano di ricognizione e di bonifica dell’amianto, d’intesa con i Comuni, da proporre all’attenzione della Regione che dovrebbe poter recuperare i necessari finanziamenti al fine di assicurare tutela della salute, riqualificazione ambientale e sostegno alle famiglie e alle imprese alle prese con un gravissimo pericolo per l’incolumità pubblica.
Le  stesse Associazioni chiedono al Sindaco di avviare un confronto sulle questioni sollevate con la partecipazione della Regione, della Provincia e dell’Ater di Matera, delle nostre ed altre Associazioni interessate alla tutela dei diritti dei Cittadini, per un organico intervento risolutore di un annoso problema del nostro territorio.



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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